Vasteggiando ti accompagna alla scoperta di Gissi, il paese di gesso e della gente speciale
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Vasteggiando ti accompagna alla scoperta di Gissi, il paese di gesso e della gente speciale

Una meravigliosa giornata di sole, perfetta per conoscere l’Entroterra vastese. Sono le 9.30. Siamo partiti da Vasto e, costeggiando il paese di Monteodorisio, abbiamo proseguito per la Strada Provinciale Fondovalle Sinello in direzione Gissi. Già qualche chilometro prima, è possibile ammirare il paese arroccato sui suoi 500 metri.

Telefoniamo al nostro contatto: “Pronto Arturo? Stiamo entrando in paese”, diciamo. “Perfetto”, ci risponde lui, “Vi aspetto al bar all’angolo”. Nonostante fosse un giorno infrasettimanale, c’è un bel via vai nel corso principale, tanti bar e tutti pieni e c’è anche un bar che si chiama “All’angolo”. Arturo ci aspetta poco più in là.

Abito antico e telaioArturo è una persona piena di vita, lo si vede subito. Conosce tutti in paese, saluta tutti e con ognuno parla, come a portare avanti una conversazione iniziata chissà quando e chissà dove. Ci prendiamo un caffè e ci dice: “Scusatemi, ma prima di iniziare il giro devo andare a spegnere le luci”.

Il poeta e scrittore Federigo MarisiLo seguiamo in una via secondaria e ci porta in un luogo incredibile. Ci chiediamo se non fossimo entrati in una nuova dimensione, se avessimo fatto un viaggio nel tempo. Questo è il luogo dove Arturo, insieme ai suoi amici dell’Associazione Culturale “Lu Quart da Pit”, conservano delle cose meravigliose: vecchi telai, abiti contadini del ‘700, fotografie, libri antichi, vecchi tini per il vino, lettere e molto altro. Ci sembra di essere tornati indietro di secoli. “Cosa ci fate con queste cose?”, chiediamo. “In estate arrediamo il borgo antico così com’era secoli fa. E’ una cosa bella per i turisti”.

Luigi Berardi detto Mastrarello

E poi passiamo a parlare di personaggi illustri di Gissi come il poeta e scrittore Federigo Marisi, e poi, di vite di paese e le storie dei briganti come Giuseppe Delle Donne, detto Giuseppe di Montenero di Bisaccia, appartenente alla banda di Atessa o di Luigi Berardi detto Mastrarello, brigante di Guilmi. E la fantasia vola e ripercorre la storia all’indietro attraverso una vecchia fotografia con la casa del poeta Marisi, nei pressi del Monte Sorbo.

Usciamo da questa cantina e torniamo nel 2014. Intorno alle 11, proseguiamo la visita del paese e, dopo aver visitato il palazzo del Comune, ci addentriamo nel borgo antico dove è ancora possibile incontrare donne anziane sedute al sole, su sedie di paglia, fuori la porta di casa che riscaldano la proprie ossa e asciugano i reumatismi e che ti guardano come un forestiero. “Da dove vieni? Di chi sei il figlio?”.

Chiesa Santa Maria AssuntaArriviamo davanti la Chiesa Santa Maria Assunta che viene fatta risalire al IV o VII secolo d.C. “La tradizione vuole che i gissani facessero una catena con le braccia per trasportare le pietre dal  fiume Sinello alla Chiesa matrice di S. Maria de lisci”.

Proseguiamo il giro del paese e passiamo davanti il ristorante N’donio, dalla cucina si affaccia un ragazzo, dalla faccia simpatica e allegra, con dei baffetti stretti e lunghi: “Entrate che vi offro qualcosa”. E’ l’ora dell’aperitivo e Arcangelo (il cuoco coi baffetti) e suo fratello Bernardino, ci fanno assaggiare un mosto cotto del 1934 servito con i famosi Celli Ripieni, dolce tipico del Vastese. Nel frattempo, si è unito alla compagnia Giancarlo dell’associazione “Madonna del Popolo” che organizza anche feste di paese. Ci spiegano che qui a Gissi sono tante le associazioni che si danno da fare, con passione, dedizione e amore per il territorio e che di certo potrebbero dare una mano a noi di Vasteggiando a scoprire le bellezze di questo posto e ci piacerebbe entrare in contatto con loro. Mosto cotto e celli ripieni

C’è l’occasione di parlare di Gissi, delle tradizioni, di alcuni personaggi, di vicende interne e delle ricchezze turistiche, tra cui la natura che circonda il paese. Facciamo tappa in una tradizionale pasticceria di paese dove fervono i preparativi per i dolci pasquali, tra tutti il famoso cuore di paste nere.

Bernardino e Arcangelo

Ci avviciniamo alla villa e la natura torna a bussare ai nostri occhi. Dal belvedere si può ammirare il monte Sorbo (collegato al paese attraverso un sentiero del CAI) e, ancora più dietro, la meravigliosa Majella ancora con le cime innevate. Decidiamo di percorrere un tratto dell’itinerario che scende lungo il costone di gesso per oltre 100 metri. Sulla parte destra del sentiero, invece, distese verdi di pascoli e il bosco che inizia. Molto vicini, si possono scorgere i paesi di Carpineto Sinello, Casalanguida, Guilmi, San Buono.

Parete di gesso verso il Monte SorboTorniamo in paese, sono le 13.05, c’è meno gente in giro, questo ci fa pensare che è ancora molto sentita la tradizione del pranzo delle dodici-e-mezzo. Visitiamo un calzolaio che, seduto al sole, sta riaggiustando le suole di alcune scarpe. 

Relax sotto la MadonninaLa cosa bella è che, per ogni passo che facciamo, c’è qualche paesano che ci accompagna, che si avvicina, che si interesse sul motivo della nostra visita. Arturo ci presenta, facciamo due chiacchiere e proseguiamo. Chiediamo se fosse possibile visitare e conoscere qualche realtà produttiva. Nello stesso istante in cui chiediamo questo, Giancarlo è già al telefono: “Stefania, buongiorno, sono Giancarlo, qui ci sono gli amici di Vasteggiando, vorrebbero vedere quello che fate”. Termina la conversazione telefonica e dice: “Ci aspettano tra 10 minuti”. Prendiamo l’auto e usciamo dal paese.

Stefania e GiovanniIl piccolo MacchiaA non più di due chilometri c’è l’allevamento di asini Samaraya. Ci accolgono Stefania, Giovanni e suo padre Domenico e un nutrito gruppo di venti asini ragusani. Che belli che sono! Restiamo a parlare con Stefania e Giovanni sul perché del loro allevamento, su quello che fanno, sulla produzione del latte d’asina e i prodotti cosmetici. Rimaniamo piacevolmente ammaliati dallo zampettare, dal saltellare a volte, del piccolo “Macchia”, un cucciolo di asinello di poco più di una settimana. Accarezziamo gli asinelli che sembrano dei peluches. Facciamo due chiacchiere ancora con il papà di Giovanni, anche lui si occupa degli animali e ci fa lanciare lo sguardo a valle, sui campi dove gli asini vanno a pascolare tutti i giorni. “Qui è facile vedere anche gruppi di cinghiali”. Restiamo affascinati dal feeling che questo uomo ha con i suoi asinelli, sembrano vecchi amici e sembra usare con loro una lingua fatta di gesti e movenze che solo loro capiscono, ogni tanto fischia, ogni tanto batte le mani per guidarli.

Il papà Domenico

Sono le 14.30. E’ giunto il momento di ripartire. E’ stata davvero una bella giornata. Il paese resta lì per chiunque voglia visitarlo. Vi consigliamo di venirci appena potete, è solo a una mezz’ora da Vasto. Abbiamo conosciuto meglio un paese speciale con delle persone speciali. Riprendiamo la Strada Provinciale Fondovalle Sinello. Dopo qualche minuto di viaggio, ci accostiamo e scendiamo. Riguardiamo Gissi arroccato, con tutta la sua storia, con le sue secolari tradizioni. Risaliamo in auto  in direzione Vasto, pieni di ricordi e di emozioni che speriamo di avervi trasmesso in questo racconto.



Roberto De Ficis

Redazione Vasteggiando.it

Personaggi inconsapevoli di questo viaggio:

  • Arturo Di Martino dell’Associazione Culturale “Lu Quart da Pit”
  • Bernardino e Arcangelo del ristorante N’donio
  • Giancarlo Silvestri dell’Associazione “Madonna del Popolo”
  • Stefania, Giovanni, e il suo papà Domenico dell'allevamento Samaraya e i loro asinelli
  • Special guest “Macchia”, il cucciolo di asinello.

Invitaci a visitare e conoscere il tuo paese, verremo volentieri. Scrivici.


Video - Gissi. Vasteggiando visita l'allevamento di asinelli Samaraya

ll team di Vasteggiando visita Stefania, Giovanni e Domenico e i loro 20 asinelli ragusani, tra cui il piccolo Macchia, nato da poco pi di una settimana.
Puoi leggere tutta la giornata passata a Gissi qui:

Video - Gissi. Davide D'Ugo ci invita alla riscoperta di Federico Marisi

Federico Marisi, intellettuale e scrittore nato a Gissi nel 1840 è stata persona di spicco del panorama culturale e letterario sia di Gissi che dell'intera regione Abruzzo. L'Associazione Culturale "Lu Quart da Pit" vuole riportare nuova luce su questo importante personaggio.

Puoi leggere tutta la giornata passata a Gissi qui:

Video - Un passato che puo' ritornare: la vita paesana di GISSI

Sfogliamo una ad una queste antiche fotografie del paese di Gissi. Un sorriso dipinge la nostra bocca e qualcosa di strano si forma nello stomaco, mentre un brivido corre lungo le braccia fino ad accerezzarci le mani. Brindisi, vita di paese, amicizie, balli e canti e tanta allegria. E facciamo uno sforzo per immaginare queste foto che prendeno vita; ci siamo anche noi adesso, in un tempo passato. E sentiamo le risate, le voci, le frasi in dialetto, i profumi del cibo, il suono della verdura che si cuoce o del vino che scende nei bicchieri tra il crepitio del fuoco nei camini e la preparazione della brace. Sentiamo la voce di una madre de una finestra e la risposta di un bambino da un cortile, tra un palleggio di palla e l'altro. Sentiamo il respiro delle persone, le loro emozioni, la felicità onesta e sincera dei bambini e dei giovani che conoscono la vita degli adulti. E poi ci viene il pensiero che questi tempi, poveri e felici, ma ricchi di tutto, non possano tornare. Ma noi non possiamo crederlo. Noi pensiamo che possano tornare un giorno, in una forma diversa, certa, ma colmi di una vita piena di tradizioni, umanità e amore per il territorio. 
Per le foto grazie all'Associazione Culturale "Lu Quart da Pit"


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