Scerni: dove l’agricoltura, i prodotti tipici e le tradizioni diventano Turismo
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Scerni: dove l’agricoltura, i prodotti tipici e le tradizioni diventano Turismo

Il periodo dell’anno in cui decidiamo di visitare il bel paese di Scerni non ce lo dà il calendario. E’ fine settembre e ce ne rendiamo conto dal via-vai di trattori sulla strada che trasportano succosi grappoli d’uva dalle vigne alle cantine. Il fermento non è solo nei tini di mosto, ma è per le campagne, nelle case e nelle tenute agricole.

Gaetano, lo storico del paeseArriviamo in paese, parcheggiamo nella piazza de Riseis e raggiungiamo il Municipio dove ci attende Daniele, assessore comunale. Il tempo dei saluti e ci invita per un caffè. Nel frattempo, l’occasione è buona per parlare dell’itinerario di oggi. Noi già pregustiamo una bella visita, piena di sorprese e belle esperienze. Ci raggiunge Gaetano, da tutti in paese chiamato Nino, lo storico. Subito la conversazione con Daniele giunge alla qualità del vino prodotto da queste parti, ai metodi di produzione ancora sani e alla forte richiesta di questo vino dal resto d’Italia e all’estero.

Vista su ScerniScerni è uno dei paesi più popolati dell’Entroterra Vastese, con circa 3.500 abitanti, conosciuta per i suoi contorni collinari e il clima mite tutto l’anno. Famosa soprattutto per i prodotti tipici quali olio, vino e salumi (come la Ventricina).

Daniele ci affida nelle mani di Nino che è una persona affabile, con la voce tranquilla che non nasconde l’amore che ha del suo paese che lo ha portato a studiarne a fondo la storia. Insieme a lui iniziamo un giro nel centro storico. Pochi passi ed entriamo nel Borgo fortificato che risale al XIV secolo, delimitato a nord dal tratturo Lanciano-Cupello e a sud dal tratturo Centurelle-Montesecco, bracci secondari del Tratturo Regio L’Aquila-Foggia.

La via più antica di ScerniLe strette vie si fanno silenziose, si respira l’aria delle tradizioni e non è difficile che profumi di cibo in cottura ci raggiungano, sentiamo voci da dentro le case, miste a musiche della radio. “Questa è la strada più antica di Scerni, si chiama Via Lucena”, ci dice Nino, “Tutto pare essere iniziato da qui”. Quella semplice frase, detta in modo altrettanto semplice, ci fa fare un tuffo indietro nel tempo e possiamo vedere questa stessa strada animata dal via via di somarelli, contadini che trasportano i prodotti della terra, chi con damigiane di vino, donne con galline e uova, udiamo frasi in dialetto, vediamo bambini che corrono di quà e di là. D’un tratto, Nino ci dice: “Proseguiamo per la chiesa di San Panfilo”. Torniamo con la mente al giorno d’oggi non senza un poco di nostalgia.  

La chiesa di San PanfiloLa chiesa del paese, San Panfilo, si trova in via arcivescovo de Risio, costruita prima del XIV secolo, infatti la prima citazione storica è del 1324 quando la stessa è citata nelle decime per l’abbazia di Santa Maria d’Arabona. E’ arricchita con un bel portale in pietra, che nel 1566 fu danneggiato dalle violente incursioni turche. Nel 1748 subì una restaurazione, resasi necessaria dopo il terremoto del 1720. L’interno è in stile neoclassico e si compone di tre navate e con la volta a botte. La chiesa custodisce un organo e il campanile risale al XVIII secolo. La festa in onore di San Panfilo si celebra il  28 aprile, mentre il 29 aprile è la festa patronale Sant’Emidio. Maggio il paese di anima con la festa di San Nicola il giorno 13, il 20 giugno con la festa di San Silverio, il 25 luglio con quella di San Giacomo, il 15 agosto si festeggia la Madonna della Strada, il 16 agosto è festa di San Rocco. Sempre nei mesi estivi, si organizzano la sagra della lumaca e Musica in Collina che negli scorsi anni ha visto la partecipazione di artisti come i Negrita, gli Almamegretta, i 99 Posse e altri.

Pe li ruelle di lu paese, 2014Uscendo dalla chiesa, chiediamo a Nino: “Proprio in queste via attorno alla chiesa organizzate l’ormai famoso ‘Pe li ruelle di lu paese’?”, lui ci risponde di sì: “E’ un evento creato perlopiù per i turisti, in accordo con i ristoratori e produttori ed è la qualità dei prodotti che ha fatto reso questo evento estivo molto partecipato”. Infatti, l’edizione del 2014, ha visto circa 5.000 persone - tra residenti del territorio e turisti italiani e stranieri - giungere a Scerni per partecipare e si è pensato di organizzare anche una versione invernale con la terza edizione di “Scerni con Gusto” previsto per il 13 dicembre 2014. Da qui, passare in rassegna tutte le tipicità gastronomiche è davvero semplice e gustoso: tra i primi piatti possiamo citare li n’durciullun (ovvero pasta alla chitarra molto spessa e spesso condita con Li n’durciullunsugo di castrato); tra i salumi l’ormai famosa nel mondo ventricina, un insaccato di carne di maiale e peperoncino dal gusto forte; tra i dolci il cavallo, un dolce secco di cioccolata, il fiadone, i calcionetti o calcinitti, fritti natalizi ripieni di marmellata d’uva o di pasta di ceci, rotondi a forma di palline o di ceci ed impastati col miele, i tarallucci, dolci rotondi col buco in mezzo con marmellata, le pizzelle che vengono realizzate con il tipico strumento abruzzese detto ‘lu ferre’, e poi scrippelle, che sono dei dolci lunghi fatti con una particolare pastella e poi fritti. Ovviamente, l’elenco non è esaustivo!

Panfilo, il presidente della Pro LocoTornando verso piazza de Riseis, ci soffermiamo vicino la chiesa e ci raggiunge Panfilo, il presidente della Pro Loco. Si apre una bella conversazione sulle antiche origini agricole del paese, quando Scerni era il fulcro dell’agricoltura del territorio, dove erano concentrati i mercati più grandi, dove si facevano le manutenzioni agli attrezzi agricoli, dove si decideva addirittura il prezzo delle uova che valeva per tutto il circondario. Diventiamo ancora più consapevoli dell’importanza storica di questo paese. Dal belvedere della piazza, su di una collina si scorge un’altra istituzione del paese: l’Istituto Agrario “Ridolfi”. Andiamo a visitarlo.

Riprendiamo l’auto e di dirigiamo verso la frazione di San Giacomo fino a raggiungere l’Istituto dove ci aspetta il personale scolastico e una gradita sorpresa: il professor Nino Menna che fu, oltre che studente di questo istituto, anche il preside fino a poco tempo fa e, secondo il parere di tutti, è stato colui che ha contribuito in misura importante alla buona gestione, alla crescita e alla buona qualità di questo istituto.

Il professor Nino Il professor Nino è una persona speciale, lo sentiamo a pelle, con la sua pacatezza, con la sua voce leggera e scandita, la sua postura elegante e fiera. Buona parte della sua “avventura” in questo suo ruolo è raccontata nella sua pubblicazione “L’istruzione tecnica agraria nella provincia di Chieti” (disponibile a questo link) e che ti invitiamo a leggere. La storia di questo istituto si fonda completamente con la storia dell’Italia. Infatti, dopo l’Unità del nostro Paese si torna a interessarsi di agricoltura e l’Istituto Ridolfi ricoprì un ruolo importante per contrastare l’analfabetismo diffuso nell’insegnare le tecniche agrarie e la cultura di base.

La cantina del RidolfiIl professor Nino ci fa fare un giro nella struttura, mostrandoci la cantina dove gli studenti producono il vino, i luoghi di studio e ci tiene a dire che questo istituto è nato, e continua ad essere impostato, sul concetto di azienda/scuola basato, quindi, sull’esperienza diretta. L’istituto dispone anche di camere per la ricettività, con il convitto di 108 posti e alcuni bungalow per 50 posti. Salutiamo il professor Nino e insieme a Panfilo e Nino andiamo a visitare la famosa Accademia della Ventricina.

Luigi dell'Accademia della VentricinaCi accoglie Luigi che ci accompagna in un viaggio di scoperta di questo salume tipico del nostro territorio che tanta risonanza sta avendo in questi ultimi anni, vincendo per diverse volte il titolo italiano di “miglior salume dell’anno” (a tal proposito puoi vedere qui Antonella Clerici e Peppe Bigazzi che ne parlano). Può un salume fare turismo? Ci chiediamo. A parere di Luigi, sì. E forse lo sta già facendo, visto il buon parlare che se ne fa e la grande affluenza turistica che si verifica durante le sagre estive a base di ventricina.

La VentricinaDi interesse cicloturistico è il Trofeo Ventricina che si svolge proprio attraverso percorsi attorno al paese adatti alle mountain bike (a breve una video intervista con Luigi).

I contadini, l'anima di ScerniLa nostra visita di Scerni volge al termine, salutiamo Nino e Panfilo e ci rimettiamo in strada in direzione Vasto. Sulla via che unisce Scerni con Monteodorisio, scorgiamo su una vigna di fianco la strada un gruppo di contadini. Accostiamo e entriamo nella vigna, non possiamo andare via senza intervista questi allegri signori. 

Con la schiena piegata e con le scarpe nella terra, li raggiungiamo: “Che uva state cogliendo?”. E loro, con un sorriso grande come il sole, “Montepulciano!”


Roberto De Ficis


Personaggi inconsapevoli di questo viaggio:

Gaetano (Nino) D'Ascanio - Storico del paese

Daniele Carlucci - Assessore del Comune di Scerni e paesano

Panfilo D'Ercole - Presidente della Pro Loco

Professor Nino Menna - ex-preside e "istituzione" dell'Istutuo Agrario "Ridolfi"

Luigi Di Lello - Accademia della Ventricina

I Contadini di Scerni - Anima agricola del Paese

Invitaci a visitare e conoscere il tuo paese, verremo volentieri. Scrivici.



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