Chiesa San Panfilo

Sorge su un antico tempio pagano dedicato alla dea Cecere a forma di croce greca. Nel 1601 fu trasformato a croce latina, ampliata nel 1718 e riparata dopo il terremoto del 1720 grazie all’aiuto dei cittadini, del Re Federico II e di un Architetto francese che lavorava presso la corte dei Borboni. Nel corso degli anni fu ristrutturata varie volte.

L’ultima ristrutturazione risale al 1980 – 1983.Prospetto compiuto dopo il 1883, interni e stucchi del 1868 – 1869. Facciata laterizia con scenografica piccola scala a due bracci, torre campanaria laterizia classicheggiante. All’interno organo barocco, statua lignea policroma del XV secolo di San Panfilo e braccio argenteo di San Panfilo del XV secolo.

Decorazioni pittoriche ed un altare ligneo dipinto e dorato.Nell’attuale santuario sono conservate due statuette di legno policrome risalenti al xiv secolo e rappresentanti San Panfilo e San Donato, e la statua dell Madonna. Quest’ultima nonostante le “ripuliture”, si qualifica per importante opera dei primi del Cinquecento vicina a Silvestro dell’Aquila. Essa avrebbe sostituito un più antico simulascro della Madonna che una leggenda vuole rinvenuto su un albero di fico e in seguito trafugato nottetempo da alcuni Atessani, poi costretti ad abbandonarlo lungo la via del ritorno, sul luogo dove venne in seguito costruita la chiesetta, perchè all’improvviso divenuto totalmente pesante che neppure sette paia di buoi riuscirono a spostarlo.