Diario di bordo di una splendida giornata in bicicletta a Punta Aderci e Casalbordino

E’ una splendida e calda mattina di metà settembre e decidiamo di regalarci una pedalata in bicicletta tra Punta Aderci e Casalbordino. Carichiamo le nostre bici sull’auto e raggiungiamo il punto InfoBike a Punta Aderci dove ci riceve il personale della Riserva.

Due chiacchiere in tranquillità e poi l’illustrazione su mappa del percorso che faremo oggi. Una sistematina alle bici, una gonfiatina alle gomme grazie ai volontari di Fiab Vasto Pedala che ci garantiranno l’assistenza tecnica.  Sono le ore 9.30, si parte lungo la strada bianca brecciata che porta al famoso promontorio di Punta Aderci e alla sua spiaggia, recentemente classificata 3° tra le 20 più belle d’Italia. Facciamo una prima breve sosta all’ingresso del sentiero che porta nella spiaggia del Libertini di cui ci raccontano antichi aneddoti.

Arriviamo sul promontorio e le nostre guide ci raccontano della flora e della fauna, degli insediamenti sannitici, dei resti di fortezze federiciane, del valore naturalistico di questo posto e indicano il luogo esatto (quel canneto lì giù, ci dicono) dove fu seppellito un capodoglio nel secolo scorso (un museo per riordare questo evento?), spiaggiatosi a Rocca San Giovanni.

Filari d'uvaOltrepassiamo il secondo parcheggio e offrontiamo una breve salita che porta ad una terrazza naturale che domina la riserva, da qui Punta Aderci acquista dei colori bellissimi, mentre un gabbiano reale lo sorvola. Continuamo verso nord, attraversiamo un gruppo di case coloniche salutando alcune persone intente a fare lavori di campagna, costeggiamo dei campi coltivati, delle capanne di uva e ci dirigiamo verso la località Motta Grossa dove riprendiamo l’antico tracciato ferroviario che presto diventerà parte del progetto BikeToCoast (guarda il video) che unirà con una pista ciclabile Martinsicuro con San Salvo.

More selvaticheQui l’ambiente cambia radicalmente e la vegetazione si fa più fitta e più selvaggia. Il tratto è in pianura, quindi adatto a tutti, bambini compresi. Pedaliamo fino ad arrivare ad un pineta sul mare dove ci riposiamo un po’. Le nostre guide sono gentili e ci fanno notare la presenza di un altro percorso da fare a piedi, magari una prossima volta, degustiamo alcune more selvatiche colte sul posto.

Lido di CasalbordinoRisaliamo in sella alle nostre biciclette e raggiungiamo il confine nord della riserva, proprio sul ponte sul fiume Sinello. Sono le 10.30 e proseguimo verso il lido di Casalbordino, con tante persone che passeggiano sul bel lungomare, ristoranti e gelaterie.

Ristobar Finis TerraeDecidiamo di premiarci per l’attività fisica fatta fino’ora facendo una sosta al ristobar Finis Terrae e facciamo due chiacchiere con Stefania e Giulio sempre gentili. La nostra breve sosta diventa una visita guidata al piccolo, ma interessante, sito archeologico adiacente il locale. Decidiamo di proseguire ancora verso nord, incrociando l’antico Tratturo Regio che proprio in questo punto costeggiava il mare Adriatico.

Agriturismo Santo Stefano in Rivo MarisPercorriamo un breve tratto di Statale, facciamo una deviazione verso l’interno seguendo un’indicazione per “agriturismo”. La salita è dura, ma scendiamo dalla bici e la terminiamo a piedi, d’altronde, chi ci corre dietro? Qualche centinaio di metri più in là, arriviamo all’Agriturismo Santo Stefano in Rivo Maris, dove Loredana ci accoglie e ci invita a sederci.

Dopo pranzo e dopo un buon caffè (e per alcuni, anche un breve pennichella) risaliamo in sella alle nostre bici e torniamo indietro al nostro punto di partenza, seppur con un po’ di stanchezza nelle gambe, ma con nella mente tanti bei ricordi e tanto amore per questo territorio.

 

 

 

 

 

 

Qui di seguito il percorso su mappa che abbiamo fatto.

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