Guilmi. Il paese delle tradizioni, della ventricina e del fermento artistico

Partiamo di buon’ora, siamo sulla fondovalle sinello che unisce la costa vastese con l’Entroterra. Lasciamo Gissi (se ti va, leggi la visita di Gissi) sulla destra, attraversiamo il paese di Carpineto Sinello (se ti va, leggi la visita di Carpineto) e proseguiamo verso Guilmi. La strada si perde attraverso una vegetazione lussureggiante: grandi alberi, dolci colline, campi lavorati. All’ingresso del territorio comunale, ci fermiamo davanti un cartello di benvenuto che dice: “Guilmi, la Patria della Vera Ventricina”. Ci viene da sorridere. L’aggettivo “vera”, riferito alla ventricina, ci fa venire in mente l’esistenza di una “velata” e amichevole lotta tra i vari paesi del comprensorio per aggiudicarsi il titolo di miglior produttore del famoso insaccato, come a dire: “Non credete a quello che vi dicono negli altri paesi. E’ qui che c’è la vera ventricina!”. [Chissà cosa penseranno il signor Cesare (vedi) e la signora Gemma (vedi) intervistati a Carpineto Sinello].

Sempre fuori il paese, è stato da poco inaugurato un percorso ciclo-pedonale che parte dalla Fonte del Fico, con fondo brecciato, di circa 3-4 km che gira attorno il paese con un sentiero naturalistico. Sarà utile tornare la prossima volta con una mountain bike o con delle scarpe da trekking. Prima di entrare in paese, visitiamo la Fonte Paradiso dove, con l’aiuto dei paesani che hanno donato pietre e lavoro, è stata costruita una chiesetta per ricordare una miracolosa guarigione avvenuta nel 1991 grazie all’intercessione della Madonna dell’Immacolata Concezione attraverso l’acqua santa che sgorga dalla fonte. E’ un luogo silenzioso, mistico.

Arriviamo in paese e ci fermiamo per conoscere una realtà davvero interessante presente a Guilmi. Ci accolgono nella loro casa Federico e Lucia che nel 2007 hanno fondato il Guilmi Art Project (GAP), un progetto di residenza artistica attraverso cui, da come si legge sul loro sito, “invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine della produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità”.

Restiamo a fare due chiacchiere con Federico, un livornese d.o.c. che ci racconta le varie esperienze del GAP degli ultimi anni, le motivazioni, le speranze e gli obiettivi e quella necessità di dare agli artisti la possibilità di cambiare il loro punto di vista, di interagire direttamente col pubblico fruitore delle loro opere, cose rese possibili dalla permanenza in questo piccolo centro del Vastese. Ci racconta che, all’inizio, i paesani li consideravano “artisti”, quindi l’integrazione non è stata subito naturale, ma adesso è diverso e la convivenza è perfetta.

Mentre alcuni artisti ospiti della casa escono sul terrazzo per godersi il sole e la splendida vista sulle colline, conosciamo Juan, una ragazzo messicano da un giorno in Abruzzo e che risiederà a Guilmi per un po’. Lui ci dice che, di questa parte d’Italia, è rimasto affascinato dalla natura, dalla cucina e dalla gente. Saremmo rimasti a chiacchierare con loro per ore e ore, ma li salutiamo e continuamo la nostra visita.

Arriviamo in Comune dove ci aspetta Carlo, il sindaco, che ci accoglie come se fossimo dei vecchi amici con la cordialità che è sempre nei piccoli centri. Ci racconta il paese, i luoghi interessanti da vedere e poi ci dice: “Vi accompagno, andiamo?”. Noi accettiamo il suo invito e andiamo con lui. Con noi c’è anche William, un professionista che vive a Vasto, ma che è un guilmese da tante generazioni e che sarà il nostro moderno Cicerone.

Nel paese c’è tanto silenzio che, in alcuni vicoli, si sentono solo le mosche volare, ogni tanto qualche rumore proviene dalle case e dalle cucine delle massaie a lavoro, un coperchio su una pentola, un mestolo che cade, un cassetto che ci chiude. Una radio trasmette una messa e una televisione un programma di intrattenimento mattutino. I paesani ci scrutano, ci riconoscono forestieri. Dopo un po’, ci salutano “buongiorno-buongiorno” e ci indicano la strada.

Visitiamo una struttura che ospita, al piano di sotto, il Museo delle Arti Antiche e, al piano di sopra, una mostra permanente di fotografie d’epoca di vita contadina. Qui scopriamo che Guilmi è gemellata con Josè C. Paz in Argentina. Oltre che nel paese sudamericano, ci dice il sindaco Carlo, altre grosse comunità estere sono in Belgio e in Australia. Nel frattempo, William ci racconta della storia del paese, delle tradizioni, delle architetture e, proprio camminando tra gli stretti vicoli, arriviamo ai piedi dell’alto campanile della chiesa dell’Immacolata, nella parte più alta del centro storico. William ci fa notare la forma del campanile, in stile bizantino e ci racconta che nella chiesa è venerato San Nicola che è l’unico santo condiviso con la religione ortodossa. Arriviamo nella piazza antistante la chiesa costruita prima del 1568 con trasformazioni nel diciottesimo secolo, con il portale in stile barocco. Il campanile, a forma quadrangolare, nel 1861 fungeva anche da bastione difensivo contro i briganti, l’interno della chiesa è a navata unica con volta a botte.

Prima di entrare restiamo affascinati da una scena d’altri tempi: una panchina di legno, un cagnolino, un distinto signore alto, magro, con un cappello grigio e una sciarpa leggera e un bastone di legno chiaro e una donna seduta tutt’avvolta in un vestito nero e un fazzoletto in testa. Ci fermiamo a parlare con il signore che si chiama Carmine Antonio, di 94 anni che, con allegria e simpatia, ci racconta com’era Guilmi tanti anni fa, dove legava il cavallo e l’asino quando le auto non c’erano e perchè la ventricina di Guilmi è la migliore del mondo. Lo salutiamo mentre il nostro cuore è pieno di tenerezza e di un buon ricordo da custodire per sempre.

Entriamo in chiesa che è veramente un gioiello, con diversi dipinti, statue (tra cui anche quella di San Nicola) e un organo del ‘700 e ci raccontano che molti sposi del nord Italia (ultima una coppia di Modena) decidono di sposarsi in questa chiesa perché le cerimonie sono ancora con il clima caldo e familiare di un tempo a cui tutto il paese partecipa. Ma la curiosità è tanta e chiediamo: “Si potrebbe salire sul campanile?” e Carlo risponde: “Certo!”. La porta della sacrestia è chiusa, ma nel giro di poco, ci raggiunge in chiesa la signora che ci porta le chiavi. Si sale attraverso una strettissima scala a chiocciola di pietra, con i gradini così stretti su cui è difficile poggiare tutta la pianta del piede. Saliamo i due piani, di cui un tratto è completamente al buio e arriviamo in cima. Da qui, la vista è meravigliosa su tutto il paese e sulle colline circostanti. Si vede perfettamente il paese vicino di Montazzoli raggiungibile attraverso una stradina a forte pendenza, immersa nella natura.

Tocchiamo, o meglio accarezziamo, le campane e studiamo il congegno elettrico che le fa suonare (sperando che non suonino proprio mentre ci troviamo lì su, sarebbe pericoloso per le nostre orecchie). Vediamo che alcune campane sono state prodotte nella famosa Pontificia Fonderia di Campane Marinelli di Agnone. Con calma e cautela, ridiscendiamo le scale del campanile e lasciamo la chiesa. Mentre ci dirigiamo verso il palazzo comunale, visitiamo una cantina con un bellissimo cielo stellato (cielo stellato: luogo magico dove sono appena a stagionare le ventricine). Anche qui, come successe a Carpineto, restiamo ammaliati da quella vista e da quel profumo, e lo stomaco comincia a brontolare per la fame. Proprio di fronte la cantina, c’è una casa aperta dove c’è una signora tutta intenta a preparare i dolci per la festa di San Nicola che ci sarà nei prossimi giorni. Ci affacciamo e salutiamo: “Buongiorno” e lei: “Buongiorno, sto preparando i dolci per la Sfilata delle Conche in onore di San Nicola, io ho vinto molte volte il primo premio. Entrate, entrate”. Noi, senza farcelo dire due volte, entriamo. Durante la sfilata, ci racconta, le conche sono ornate da fiori e piene di dolci, grano o altri prodotti tipici locali. Al termine della giornata i prodotti vengono venduti in un’asta detta “riffa” per pareggiare le spese della festa. Ci sembra interessante approfondire l’argomento, chiediamo alla signora Teresa di rilasciarci una breve intervista video.

Lasciamo casa della signora e Carlo torna in Comune, mentre con William raggiungiamo una casa in paese. E’ una casa tipica, con la cucina con caminetto. Sul tavolo prepariamo ventricina a fette, pane casereccio, formaggio e vino.  Continuiamo a parlare del paese e delle ricchezze che questo ha, la gente, le tradizioni, la gastronomia. Riprendiamo l’auto e percorriamo la strada in discesa verso Montazzoli.

Circa a metà strada prendiamo una via secondaria di breccia. Qui la sensazione è di aver abbandonato l’Abruzzo ed essere giunti in Toscana. Immensi prati di fiori gialli, dolci colline, paesetti arroccati, querce e cipressi e qui ci convinciamo che l’Abruzzo non ha proprio nulla da invidiare alla Toscana. Ogni regione d’Italia ha le sue particolarità, le sue eccellenze, le sue “impronte digitali” e questa parte d’Abruzzo non scherza affatto.

Ci fermiamo un pò, ammirando una fattoria che, anticamente, era la riserva di caccia della baronessa di Monteodorisio, mentre alcuni cuccioli di cane ci scodinzolano attorno. Qui raggiungiamo la pace dei sensi e ci piacerebbe stare qui per sempre. Risaliamo in auto per riprendere la via di casa, mentre i nostri occhi si perdono in bianche nuvole, dalle forme strane che, mosse dal vento, accarezzano le verdi colline in fiore e la nostra mente inizia a organizzare idee, itinerari e progetti per rendere piu’ fruibile questo meraviglioso territorio a chi ancora non lo conosce.

Roberto De Ficis

Redazione Vasteggiando.it

Focus giornalistico su Guilmi con Zonalocale.it (clicca qui)


Personaggi inconsapevoli di questo viaggio:

Carlo Racciatti – sindaco di Guilmi

William Ciccarone, ingegnere di Vasto, da sempre guilmese

Federico Bacci e Lucia Giardino, ideatori e promotori di Guilmi Art Project (GAP)

Juan dal Messico – ospite del GAP

Carmine Antonio Tracchia – memoria storica di Guilmi

Signora Teresa, pluri vincitrice della sfilata delle Conche

Tutti i paesani guilmesi incontrati

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