Tufillo, il paese a vocazione agricola e della pizz’a figlitt

Partiamo da Vasto, attraversiamo Vasto Marina e, dopo aver percorso un breve tratto di Statale16 in direzione sud, imbocchiamo la Fondo Valle Trigno che divide l’Abruzzo dal Molise. Costeggiamo le strette anse del fiume che, a volte lo vediamo a destra, a volte a sinistra. Lo scenario cambia subito e si inizia ad apprezzare la vocazione agricola di questo territorio interno. Passiamo diverse uscite che conduconi ai piccoli paesi arrampicati, fino a prendere quella per Tufillo. Al bivio per il paese ci aspetta Antonio, ci accostiamo e ci conosciamo. Antonio è un signore distinto, a modo, con fare calmo e pacato, si denota fin daAntonio, il nostro Cicerone subito il suo attaccamento al territorio. Ci dice: “Seguitemi”. Prima di salire al paese, visitiamo il lago Tacao. Ci riceve una ragazza gentile, si chiama Laura che ci racconta le attività di pesca sportiva che si organizzano qui e che sono molti i turisti che passano ore rilassanti su questo lago artificiale. Nel mentre parliamo, due cani Lilly e Freia ci gironzolano attorno.

Ulivo secolareRiprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso un’azienda agricola che produce olio biologico. Nel tragitto, vediamo indicazioni per il sentiero Maurizio Salvatore, lungo circa 21 chilometri e che circoscrive il versante Sud-Est di monte Farano, realizzato per iniziativa di “Associazione Maurizio Salvatore” e Sezione di Vasto del CAI, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Tufillo. Giungiamo nell’azienda agricola Contrada Amarena dove ci riceve la signora Pina, una donna esile e forzuta, con gli occhi chiari e le mani di una persona che tutti i giorni ha a che fare con la terra. Da subito avvertiamo in lei una grande passione per il suo lavoro. Ci spiega in un modo esemplare perché l’olio di oliva prodotto da queste parti è di ottima qualità. Oltre ad essereOlio biologico biologico, ci dice, è raccolto, spremuto e imbottigliato con cura ed amore. La sua frase ci fa capire che spesso, quando si parla di prodotti tipici, il fattore “cura e amore” è importantissimo. Questo olio, ci dice ancora Pina, viene esportato oltre che nel nord Italia anche in Germania e Inghilterra. La salutiamo affacciati su di un terrazzo che domina la Valle del Trigno con a pochi metri un albero di ulivo secolare che sembra un monumento.

ValentinoRiprendiamo l’auto e giungiamo in paese. Il bar della piazza è molto frequentato da giovani e anziani. Ci prendiamo un caffè e conosciamo Emanuele e Valentino. Emanuele è un giovane del paese che ci racconta di un progetto a cui si sta lavorando affinché i terreni agricoli non utilizzati attorno al comune vengano ridistribuiti e coltivati per uso civico. Sarebbe un’azione contro il continuo spopolamento dei piccoli centri, ci dice. Valentino, invece, è il fotografo storico del paese, ma ci confida subito: “La mia passione è la produzione di miele”. Gli chiediamo se fosse possibile visitare “le sue api” e lui dice di sì. Programmiamo anche questa visita. Prima, però, con Antonio, Valentino ed Emanuele, usciamo dal paese e andiamo a conoscere la “realtà di Nicholas”. Durante il tragitto, giriamo attorno al monte Farano dove, ci spiega Valentino, degli scavi archeologici hanno portato alla luce delle ceramiche di un periodo compreso dal VI al II secolo a.C. e di un paio di locali in opus signinum di un edificio del II secolo a.C. oltre che una chiave votiva bronzea del IV secolo a.C. con un’iscrizione osca dedicata alla dea Venere e conservata al Museo archeologico nazionale di Chieti.

NicholasNicholas è un ragazzo austriaco, da dieci anni in Italia, che, insieme alla sua famiglia, si dedica alla coltivazione di un piccolo appezzamento di terreno attraverso metodi antichi e non invasivi. Vive lontano dalle nuove tecnologie e in casa non ha la luce. Ci accompagna attraverso i suoi piccoli campi coltivati con galli e galline che ci scortano. Arriviamo quasi in cima alla montagna dove, tra piante e alberi, è stata costruita, seguendo un progetto di nuova architettura, una casa bio-dinamica (o casa passiva) costruita in funzione di autosostentamento e riduzione della necessità di energia e inquinamento.  Sarebbe bello, ci dice, che tutti i terreni qui intorno non coltivati fossero dati a giovani da utilizzare per la semina e per il pascolo.

Chiesa di Santa GiustaTorniamo in paese e visitiamo la chiesa di Santa Giusta che si trova nella centrale Piazza Marconi. Posta nel punto più alto del borgo, risale a prima del XVI secolo ed ha subito trasformazioni nel XVIII secolo. La facciata ospita un frontone curvilineo posto nel coronamento superiore. Il portale è in pietra scolpita in stile tardogotico con elementi rinascimentali L’interno è a tre navate con il campanile è a pianta quadrata. Per la sua bellezza è valore, la chiesa è stata riconosciuta monumento nazionale italiano. Dalla chiesa visitiamo il Borgo Antico che risale al XV secolo con un ampliamento versoBorgo Antico la chiesa di San Vito nei secoli successivi al XV-XVI. Il nostro amico Antonio coglie l’occasione di questa passeggiata nel borgo per raccontarci la tradizione delle Farchie. La sera della vigilia di Natale, si innalza nella piazza principale una grande catasta di legna, a cui si dà fuoco per illuminare la notte più santa dell’anno. Per diversi giorni prima, molti paesani, vanno in cerca della legna e durante la sera del 24 Dicembre tutta la legna viene assemblata vicino la chiesa di San Vito fino a raggiungere anche i 40 metri di lunghezza. Poi, la farchia viene spinta dai giovani su per le stradine strette del borgo in salita fino a raggiungere l’altra chiesa di Santa Giusta per essere innalzata e incendiata.

Dino il fornaioTufillo è molto conosciuto anche per un particolare prodotto tipico, una specie di pizza, chiamata Pizz’a Figlitt. Prima che chiuda per il pranzo, visitiamo il Forno Barisano che dal 1971 delizia i paesani con pane, pizza e dolci. Dino, il proprietario, ci riceve sulla porta. Ci presentiamo ed entriamo subito in empatia. Lui è alla mano, molto simpatico. Nel retrobottega ci presenta sua moglie Antonella tutta presa e indaffarata a preparare i dolcetti. “Sai che la Pizz’a Figlitt è famosa?” gli diciamo e lui sorride sotto i baffi come a dire: “LoAntonella so benissimo”. Ci sono due qualità: “pizz’a figlitt’ nghe l’ sfrivl’” quando è farcita con ciccioli di lardo di maiale e “pizz’a figlitt’ nghe lu pupon’” quando è condita condita con peperoncino rosso seccato e macinato. E’ un prodotto tipico presente solo nella media valle del Trigno, ma quella nghe “lu La pizz'a figlittpupon’”  la si può gustare solo a Tufillo. Dino ci offre dei dolci appena sfornati tra cui un tipo in cui ha utilizzato il miele prodotto dalle api di Valentino. Ci salutiamo tra risate e cordialità e proseguiamo per visitare l’apicoltura che si trova immersa in un campo verde su di una leggera collina dalla quale si può ammirare il vicino paese di Palmoli e, ancora più in là, i monti della Majella.L'apicoltura di Valentino

La nostra visita si avvia alla conclusione. Antonio ci porta a vedere il Palazzo marchesale dei Bassano che risale al XVIII secolo e dove, attualmente, ha sede il Palazzo marchesale dei BassanoComune di Tufillo. Dalla terrazza, insiema alla meravigliosa valle, ai paesi circostanti e alla Majella, ci pare di scorgere la possibilità di ridar vita all’Entroterra utilizzando la risorsa che naturalmente ci appare davanti agli occhi e che non è una fabbrica, non è uno sviluppo edilizio, non sono produzioni massive, ma è una forma di turismo di nicchia, agricolo, emozionale ed esperienziale, fatto di antiche tradizioni e prodotti di eccellenza, ci sembra così semplice! Dello stesso avviso è Antonio che si sofferma a raccontarci di un progetto (che puoi leggere qui) che sta cercando di mettere insieme, in modo sinergico, i diversi paesi della vallata, sia dalla parte abruzzese che molisana e che cercherà di promuovere il marchio Valle del Trigno nel resto d’Italia e nel Mondo e sperano di vedere attivo questo progetto già con la partecipazione all’Expo2015. Noi ci sentiamo rinfrancati da questa notizia, essendo sicuri che il remare nella stessa direzione darà a tutti la possibilità di approdare in un mondo diverso e, speriamo, migliore.

Personaggi inconsapevoli di questo viaggio:

Antonio Ferrara – assessore di Tufillo

Valentino – Fotografo e apicoltore

Emanuele e Nicholas – progetto di rivalorizzazione agricola

Dino e Antonella – Forno Barisano

Tutti i paesani di Tufillo incontrati

Invitaci a visitare e conoscere il tuo paese, verremo volentieri. Scrivici.



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